
CENTRO – Trofarello si prepara a un cambiamento significativo nel panorama sanitario locale. L’allestimento del cantiere per la costruzione della Casa della Comunità è ufficialmente iniziato, con l’obiettivo di concludere i lavori entro marzo 2026 e accogliere i primi pazienti nel settembre dello stesso anno. Il sindaco Stefano Napoletano esprime soddisfazione per questo importante passo avanti: «Siamo agli sgoccioli, l’apprestamento del cantiere è iniziato. Siamo felici, è una tappa di un percorso che dovrà finire a marzo 2026 e vedere il primo prelievo, il primo trofarellese visitato nel settembre 2026. Vorrei dedicare un pensiero ai ragazzi di Trofarello, a quelle generazioni che non hanno potuto usare il campo Viello per molto, troppo tempo. Oggi finalmente le rinunce e gli sforzi sono ripagati. Non è stato facile in questi anni spiegare che la rinuncia ad usare quella porzione di terreno avrebbe portato in futuro salute, sanità e cure mediche. La politica ha un senso proprio nel momento in cui è lungimirante nell’immaginare un futuro migliore e a lavorare nel costruirlo non curandosi del chiacchiericcio nel breve periodo. La realizzazione della Casa della Comunità è il risultato di un lungo percorso politico e amministrativo, che ha avuto origine già con le sindacature di Tomeo e Visca. «Abbiamo lavorato incessantemente per far privilegiare questo comune: dapprima la costituzione del diritto di superficie gratuito per 30 anni all’ASL di 4000 mq, poi, vincendo un Bando di Compagnia di San Paolo, abbiamo progettato un DIP che è stato poi preso come modello per le altre Case di Comunità» spiega Napoletano.
Il sindaco ha sottolineato inoltre l’importanza del rapporto con la Regione Piemonte, ringraziando il Presidente Alberto Cirio e il Governo regionale per il sostegno. «La sintonia con il Governo regionale ha contribuito a soddisfare una domanda di cure sanitarie su questo territorio che inizia a vedere una concreta risposta. Non dimentichiamoci che al nostro insediamento non avevamo neppure un centro prelievi. E’ stato il primo dossier da Sindaco che ho affrontato poiché ero cosciente dell’urgenza di provvedere. Con l’associazione Quadrifoglio, presidentessa Teresa Scala e i volontari tutti, che non finirò mai di ringraziare ed apprezzare per il loro quotidiano lavoro accanto dei medici e infermieri dell’Asl To 5, si è riusciti ad aprire un centro prelievi e ritiro referti. Una soluzione ponte, fino all’arrivo di qualcosa di più strutturato».
La Casa della Comunità di Trofarello è inserita in un quadro complessivo di ridisegno delle strutture sociosanitarie dell’ASL TO5 nell’ambito della “Medicina del territorio”. «La nostra Casa di Comunità si configura, secondo il modello individuato dall’Agenas come “struttura hub” ovvero come struttura che, oltre a garantire l’erogazione dei servizi di assistenza primaria, offre anche attività specialistiche e di diagnostica di base».
La Casa di Comunità può essere idealmente suddivisa in quattro macro-aree omogenee: Una prima area Macro – Area SPECIALISTICA che ospita tutti i servizi di natura sanitaria quali servizi di diagnosi e cura con la presenza di diagnostica di base, area prelievi, vaccinazioni, screening, servizi ambulatoriali e quelli specialistici. Una seconda area Macro – Area CURE PRIMARIE che accoglie tutti gli spazi per la Medicina di Gruppo, tra cui i Medici di Medicina Generale (MMG), Pediatria di Libera Scelta (PLS) e gli Infermieri di Famiglia o Comunità (IFoC);
Una terza area Macro – Area ASSISTENZA DI PROSSIMITA’ che ospita Assistenza Medica H24, Servizi Infermieristici, Servizi per la Comunità, Integrazione con i Servizi. Sociali., Punto Unico di Accesso (PUA). Ed infine una quarta area Macro – Area SERVIZI GENERALI E LOGISTICI che accoglie tutte le funzioni non sanitarie che permettono il funzionamento della struttura quali accoglienza utenti e personale sanitario, aree logistiche e locali tecnici (servizi di accoglienza per gli utenti, servizi di accoglienza per il personale sanitario, servizi logistici, locali tecnici). «L’obiettivo è di garantire un presidio attivo anche sette giorni su sette e 24 ore al giorno, in modo da ridurre gli accessi in ospedale, soprattutto da parte dei malati cronici» aggiunge il sindaco Napoletano.
Quanto all’edificio, questo sarà di circa 700 mq, sviluppato su un unico piano fuori terra. Dalla rotatoria si innestano un percorso pedonale che accede al viale d’ingresso della struttura ed un percorso carraio di accesso al cortile per il servizio di scarico merci ed il parcheggio per il personale. L’accessibilità pedonale è garantita dalla complanarità dei percorsi di Via Togliatti con la quota del nuovo fabbricato che è stato rialzato rispetto al piano di campagna del campo sportivo esistente. «Questo è un aspetto non banale. Inizialmente la Casa di Comunità era prevista proprio al livello del terreno. Abbiamo lavorato affinché questa venisse realizzata al piano strada. Impresa non affatto semplice nel momento che il quadro economico era molto risicato. I nostri ringraziamenti all’ASL TO5 e al suo direttore generale dott. Bruno Osella per l’ampia disponibilità sempre offerta in tutte le occasioni. Per quanto riguarda gli aspetti architettonici e distributivi, nonché la definizione delle soluzioni puntuali, particolare cura verrà posta ai criteri per l’eliminazione delle barriere architettoniche che saranno strettamente finalizzati a garantire l’accessibilità, percorribilità ed uso in sicurezza del complesso da parte di disabili e portatori di handicap di diverso tipo e livello. Il progetto prevede il rispetto la realizzazione nel rispetto del protocollo nZEB – nearly Zero Energy Building ad “energia quasi zero”; il tetto sarà coperto da pannelli fotovoltaici. L’appalto è stato affidato all’impresa Devi Impianti Srl, con sede a Busto Arsizio (Varese) per un quadro economico totale di circa 1.7 milioni di euro».

