Trofarello 1927: squalifica ridotta per accuse infondate

CENTRO – Venerdì 17 gennaio è arrivata la decisione ufficiale della Corte Sportiva d’Appello, che ha ridotto la squalifica dell’allenatore Davide Abbienti fino al 31 gennaio 2025, risparmiandogli circa quattro mesi di stop rispetto alla sentenza iniziale. Una vittoria parziale per il Trofarello 1927, ma sufficiente per riaccendere la speranza di una piena riabilitazione dell’allenatore e del club.
La squalifica originaria, stabilita dal Giudice Sportivo dopo la gara tra San Luigi Santena e Trofarello, disputata l’8 dicembre 2024, prevedeva il fermo di Abbienti fino al 2 maggio 2025. L’accusa? Aver colpito con un pugno un giocatore avversario seduto in panchina. La Corte Sportiva d’Appello ha accolto il reclamo presentato dal Trofarello 1927. La società ha sostenuto che l’accusa fosse infondata, sottolineando come il referto arbitrale non parlasse chiaramente di un’aggressione fisica, ma piuttosto dell’allenatore che “sfoggia pugni”. Una terminologia, secondo la difesa, da interpretare non come un colpo fisico, ma come un gesto di concitazione.
La sentenza della Corte ha confermato che, in assenza di prove concrete di un pugno violento, la sanzione iniziale era eccessiva. La riduzione della squalifica al 31 gennaio 2025 è stata dunque motivata dalla necessità di ricondurre il provvedimento alla reale gravità dei fatti.
Giovanni Mannori, presidente del Trofarello 1927, si è schierato apertamente a difesa dell’allenatore. «Le accuse mosse contro Abbienti sono infondate e non corrispondono a quanto accaduto sul campo. Io stesso ero presente e posso confermare che non c’è stato alcun contatto fisico». Mannori ha ribadito i valori della società, sottolineando come il Trofarello non abbia mai tollerato né tollererà comportamenti violenti. «Se il nostro allenatore avesse compiuto un gesto simile, saremmo stati i primi a prendere provvedimenti. Davide Abbienti è un professionista esemplare e una figura fondamentale per il nostro club».